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"Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli" (Gv 15,7-8).

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Caro giovane,
come te sognavo grandi cose, come te desideravo amore, come te cercavo senso per la vita per strade affascinanti che però sempre mi lasciavano insoddisfatto e a volte triste ed angosciato.
Ero giovane, volevo essere al centro dell’attenzione, volevo godermi la vita, mi piacevano feste, musica, balli, vestivo abiti firmati, tutto mi potevo permettere perché ero figlio di un ricco mercante e mi bastava chiedere.

Credevo che tutto mi era dovuto e che tutto mi era permesso, e mio padre mi assecondava in ogni cosa, con una sola raccomandazione, non mettermi nei guai, non mettere nei guai qualche ragazzina di famiglia bene!
A dire il vero, mia madre qualche raccomandazione me la faceva: la consideravo buona sì, ma un poco sorpassata, in parte bigotta e spesso noiosa e ripetitiva.
Più le mie esperienze erano "trasgressive", più mi sentivo vuoto e insoddisfatto dentro. Le cose mi attraevano con una forza tale che mi rendevano cieco: cercavo di possederle ma non capivo che le cose belle non esisterebbero se non esistesse il Bello.

Qualche dubbio in proposito mi veniva, ma ero testardo, non volevo ammettere l’evidenza, non volevo trovare qualcosa per me troppo impegnativo, che mi avrebbe scombussolato e fatto cambiare vita. Che figura avrei fatto con gli amici!
Sarei rimasto solo, e la solitudine mi terrorizzava.

Non finirò mai, però, di dire grazie a Dio per avermi fatto incontrare quel lebbroso, di avermi spinto a baciarlo, perché dopo quel bacio, ciò "che prima mi sembrava amaro si cambiò in dolcezza di vita" e poi col tempo scoprii che quel lebbroso era suo Figlio Gesù, Colui che si è lasciato inchiodare su una Croce.
Sì, solo Lui è l’Amore, che ci libera da schiavitù e paranoie, che ci comunica la gioia, il desiderio di percorrere la stupenda avventura della vita, che ci riempie di gioia incontenibile.

Se queste parole, queste confidenze, frutto della mia esperienza, ti toccano, non "indurire il cuore".
Apri la tua mente e leggi il grande libro della natura, delle libertà eterne e delle gioie vere.

Adesso però torno a fare silenzio...

L’infinitamente piccolo
frate Francesco d’Assisi